Ancona di Bongiovanni de’ Lupi

Argomenti :
Patrimonio culturale
Turismo
L'opera comunemente conosciuta come il "Presepio del Paladino" di Bongiovanni de' Lupi.
Indirizzo 26027 Rivolta d'Adda CR, Italia
Punti di contatto
Cap 26027
Modalità di accesso

Assenza di barriere architettoniche

Ulteriori Informazioni

Costo gratuito

L'ancona di Bongiovanni de' Lupi è realizzata ad intaglio e risale al 1480. È comunemente conosciuta come il Presepio del Paladino, dal luogo in cui era conservata originariamente. Sul retro è presente la firma e la data dell'opera, per cui siamo sicuri della sua attribuzione.
Bongiovanni de' Lupi era un artista di Lodi e di quest'opera ne realizzò un'altra simile, andata tuttavia distrutta a causa di un fulmine nel 1632. L'ancona con la natività venne ritrovata all'inizio del 1900, quando ci furono i primi lavori di restauro presso l'oratorio del Paladino.
Al centro della scena troneggia un portale gotico dorato, affiancato a destra da un angelo con il motto del Gloria in excelsis deo. Lo sfondo è dominato da un pastore con le sue greggi, dal paesaggio e dagli edifici della città. Il centro focale della scena è il bambino Gesù, adagiato in una cesta di vimini, senza fasce, fatta eccezione per le mutande aggiunte a posteriori dalle suore. Accanto vi è la Vergine inginocchiata, con vesti verdastre e dorate, avvolta in un ampio mantello. A destra c'è san Giuseppe in adorazione con abiti dorati dai risvolti rossi, preceduto da tre angioletti
oranti con capigliature voluminose con alte corone, secondo l'uso tedesco. Dall'arco fuoriescono il bue e l'asinello per scaldare il neonato con il loro respiro.
Con il restauro del 1957 si sono apportate delle modifiche all'opera: originariamente la Vergine aveva in capo un'alta corona metallica dorata e, accanto al portale c'erano, a destra, una stella cometa, mentre a sinistra era posto l'angelo, oggi spostato.
L'opera si trovava sopra all'altare della chiesa del Paladino. Attorno agli anni 80 del '900, per motivi di sicurezza, viene spostata nella casa parrocchiale. Dal 2022 è conservata presso il Museo Diocesano di Cremona.

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